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LAVORO DIGITALE

La quarta rivoluzione industriale interessa le imprese italiane mediante l’integrazione di sistemi digitali con le attività caratteristiche di produzione, amministrazione, logistica e gestione delle relazioni con fornitori e clienti, con la conseguente generazione di crescenti flussi di dati sulla Rete. Secondo le valutazioni contenute nell’Interim report nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui Big data dell’Agcom il traffico dei data center tra il 2018 e il 2021 sarà vicino al raddoppio, con un ritmo annuo di crescita del 22,5%. In questa prospettiva la strumentazione digitale diventa un asset sempre più rilevante per le imprese, fenomeno trasversale rispetto ai settori e alle funzioni aziendali, influenzando il profilo di competenze della domanda di lavoro. Tutto ciò è più urgente per l’Italia, dove il confronto su dati Eurostat evidenzia che la quota di occupati con elevate competenze digitali – Information, Communication, Problem solving e Software skills – è del 31%, otto punti inferiore al 39% medio dell’Ue.

L’esame dei dati di Unioncamere-ANPAL evidenzia che nel 2017 per il 23,4% dei 4,1 milioni di entrate previste – nuovi rapporti di lavoro dipendenti e indipendenti – sono richieste dalle imprese, con elevato grado di importanza, competenze digitali, come l’uso di tecnologie internet, e la capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale; per il 16,9% delle entrate è più accentuata la domanda relativa alla capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative ed infine nel 10,8% delle entrate viene richiesta, con alta importanza, la capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie 4.0, tra cui robotica, stampanti 3D, realtà aumentata, sistemi cloud, sicurezza, e big data.

L’analisi del report del Mise sulla diffusione delle tecnologie 4.0 evidenzia che non vi sono solo le assunzioni a colmare il gap di competenze digitali: a fronte del 17,1% delle imprese che hanno affrontato le criticità sulla disponibilità di competenze con nuove assunzioni, il 43,6% delle imprese ha realizzato interventi di formazione del personale e il 37,7% ha acquistato servizi e/o collaborazioni esterne, scambio reso possibile dal dinamico segmento di 125 mila imprese digitali.

Le previsioni 2019-2023 – Nell’arco dei prossimi quattro anni il mercato del lavoro italiano richiederà tra i 2,5 e i 3,2 milioni di occupati. Di questi i nuovi posti di lavoro – aggiuntivi rispetto alla domanda di lavoro per turnover – saranno pari a 427 mila unità – il 16,8% del totale – in uno scenario con tasso di crescita annua del PIL dello 0,8%, per salire alle 905 mila unità – il 28,5% del totale – in uno scenario più dinamico, con una crescita del PIL dell’1,5%.

Nel dettaglio per ambiti e filiere, le imprese ricercheranno tra 214 e 267 mila lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche, digitali o 4.0. Tra le figure professionali maggiormente richieste sul mercato, gli esperti nell’analisi dei dati, nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale e nell’analisi di mercato: la nota di Unioncamere specifica che si tratta di Data Scientist, Big Data Analyst, Cloud Computing Expert, Cyber Security Expert, Business Intelligence Analyst, Social Media Marketing Manager, Artificial Intelligence Systems Engineer.

Inoltre da 481 mila a 600 mila lavoratori saranno assunti dalle imprese per gestire i processi dell’economia circolare: tra i principali Green jobs maggiormente richiesti vi sono l’esperto in gestione dell’energia, i chimici verde, l’esperto di acquisti verdi, l’esperto del marketing ambientale, l’istallatore di impianti a basso impatto ambientale.

La filiera “Energia” esprime un fabbisogno compreso fra 38 mila e 41 mila lavoratori, tra cui tecnici alla produzione di energia elettrica, addetti ai controlli chimici e conduttori di impianti di recupero e riciclaggio dei rifiuti e trattamento e distribuzione acque.

Il focus sul settore energetico nell’analisi dell’Ufficio Studi in “Imprese ed energia” su QE-Quotidiano energia.

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